Lunedì, Settembre 06, 2010
   
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tsunami edizioni - recensioni

Led Zeppelin su Rumore

Era necessario un altro libro sui Led Zeppelin? Qualcuno potrebbe obiettare: no, il mondo editoriale ne è pieno. Vero, questo non si discute, ma alla luce di Led Zeppelin dalla A alla Z direi che forse era necessario. Addirittura.

Innanzitutto un encomio ai ragazzi di Tsunami Edizioni che, lottando come leoni, stanno cercando di imporre un minimo di editoria musicale rock in un paese che, culturalmente, è al tracollo. Un coraggio così va premiato. Ma andiamo oltre.

Il libro di Richard Morton Jack, notissimo critico musicale, autore del mastodontico Galactic Ramble, che nel Regno Unito è considerato un testo sacro di critica musicale, è strutturato in modo estremamente organico e funzionale e mette in fila, rigorosamente alfabetica, una sterminata serie di nomi, fatti, avvenimenti, curiosità. Per dirla in altri termini, è la definitiva enciclopedia dei Led Zeppelin, dalla quale vengono fuori, come pop up impazziti, ritratti inediti e meravigliosi su Plant e Page.

Una forma strana, bisogna ammetterlo, perché non è facile entrare nello schema di un libro strutturato non per capitoli ma per elenco alfabetico. Eppure, una volta superato lo scoglio, si entra in un mondo veramente incredibile, che va a spulciare tutto (ma proprio tutto) quello che ha fatto parte della vita degli Zeps per oltre 20 anni.

Anche i Led Zeppelin, leggendolo, scoprirebbero alcune cose che non sanno.

Mario Ruggeri
(Rumore - settembre 2010)

 

"Parola di Ozzy" @ rockrebelmagazine.com

Dalla prima pagina c'è da godere. Tagliate ogni ponte con il mondo esterno ed immergetevi nella lettura di "Parola di Ozzy" pubblicato dalla casa editrice Tsunami Edizioni. Molto semplicemente questo libro, uscito col titolo originale di "Ozzy Osbourne Is His Own Words" nel 2002, è una sorta di 'diario di bordo' contenente le migliori dichiarazioni mai rilasciate da John Michael Osbourne, conosciuto da tutti come Ozzy Osbourne. Con professionalità, passione, estrema completezza, il giornalista Harry Shaw è riuscito a mettere insieme delle vere perle di saggezza ironiche rilasciate dal madman. Rovinato dal successo, dalla droga, dall'alcool, e da ogni sorta di eccesso, il principe delle tenebre (nomignolo che si è guadagnato dai tempi dei Black Sabbath) è un personaggio che non ha bisogno di presentazioni, raccoglie consensi in tutte le fasce d'età e in tutti i ceti sociali.

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Rush su TranSonanze

"I hear their passionate music, read the words that touch my heart"... Quante volte i fans dei Rush hanno pensato alla loro musica così passionale, ai testi così emozionanti. Quante volte i cultori del gruppo hanno riflettuto sull'unicità di questa storica e influente rock band. Unicità che rasenta il mistero: un trio che dal vivo suona come una piccola orchestra, un duo di compositori (Geddy Lee e Alex Lifeson) sempre ispirati ed efficaci, un "paroliere/batterista" (Neil Peart) capace di svettare in entrambe le funzioni, una schematica discografia divisa in fasi ma sempre di altissimo livello.

Su questo ed altro ragiona il popolare giornalista e scrittore Jon Collins, autore di questa bella biografia del gruppo, pubblicata nel 2005 come Rush - Chemistry e oggi tradotta in italiano dall'attiva Tsunami.

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Led Zeppelin su truemetal.it

Led Zeppelin dalla A alla Z non è un romanzo né una biografia, bensì un’enciclopedia su di una band realmente leggendaria, definizione che mai come in questo caso suona senza enfasi né esasperazione di toni ma si limita alla realtà delle cose. In ordine alfabetico vengono elencate e passate al setaccio, aneddoti compresi, tutte quelle componenti che hanno fatto parte dell’universo Led Zeppelin. Quindi persone, luoghi, oggetti e avvenimenti disposti in rigida sequenza alfabetica, dove è deputata alla quantità e alla qualità  dell’approfondimento la reale valenza in termini oggettivi di ogni singola voce.
Viene ovviamente concesso ampio spazio alle descrizioni dei quattro componenti del gruppo, senza dimenticarsi del “quinto” membro degli Zep, ossia Peter Grant, poi a ogni disco e canzone. Una pagina e mezza ricopre il rapporto della band con le varie droghe, a livello di generi musicali duri viene citato il Punk e stranamente NON l’heavy metal mentre l’Italia compare quando viene scomodato il Velodromo Vigorelli. 

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Black Sabbath su metalitalia.com

Ad Aston, sobborgo di Birmingham, la vita nei primi anni del dopoguerra non era per niente facile. Una cittadina operaia, dove le fabbriche e il pesante lavoro manuale davano da mangiare alla stragrande maggioranza degli abitanti. Un’esistenza del genere, fatta di lavoro estenuante fino alla morte,  stava però stretta a quattro ragazzi: il loro nome è Tony Iommi, Terence Michael Joseph Butler (chiamato semplicemente “Geezer”), Bill Ward ed il pazzoide John “Ozzy” Osbourne. Il giornalista Joel McIver nel suo libro parla proprio di questi quattro individui, sin dal primo incontro (esilaranti i ricordi di un giovane Iommi, ancora studente, intento a gonfiare di botte Ozzy per mera antipatia ogni volta che lo incontrava a scuola) che li ha portati a formare il gruppo musicale padre dell’heavy metal, i Black Sabbath.  McIver, servendosi di estratti di vecchie interviste, racconta i motivi che hanno portato scelta del moniker, dell’intento di terrorizzare il pubblico con una musica mai ascoltata fino ad allora e del rifiuto da parte della band di fronte all’etichetta di satanisti che i soliti ben pensanti gli avevano affibbiato. “Black Sabbath” è un libro completo ed esauriente, spesso i fatti vengono presentati con ottiche differenti a seconda dei musicisti intervistati, e la storia della band viene portata avanti in modo completo. 

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AC/DC su metalitalia.com

Ci sono tre cose certe nella vita: la morte, le tasse e gli AC/DC.

Con questa simpatica rivisitazione della celeberrima frase di Benjamin Franklin eccoci qui a descrivere una nuova biografia sulla band australiana più famosa del globo. Narratrice e profonda conoscitrice del gruppo, Susan Masino ripercorre tutte le tappe che hanno contraddistinto la scalata al successo della band formata dai due fratelli Young, Malcom ed il suo fratello minore Angus: saltando la breve - ma interessante - introduzione che spiega come Susan sia arrivata all'agognata pubblicazione della biografia dei suoi beniamini, tutto inizia il 6 gennaio 1953 a Glasgow, in Scozia, con la nascita di Malcom. Nelle quasi trecento pagine dell'opera vengono descritti in maniera dettagliata tutti i passi compiuti dalla band partendo dal trasferimento in Australia e al loro primo incontro con le due chitarre che li accompagneranno per tutta la loro carriera: una Gretsch di Malcom e la celeberrima Gibson SG di Angus. 16 agosto 1977, una data che non dirà molto ai lettori - e che coincide con la morte di Elvis Presley - ma che segnerà in maniera indelebile la vita dell'autrice che andrà in un piccolo locale della propria cittadina (Madison, nel Wisconsin) per recensire la performance di una ignota R&R band proveniente dall'Australia.

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Ozzy su truemetal.it

Per avere un’idea di come sia impostato Parola di Ozzy da parte dell’autore Harry Shaw basta dare una scorsa ai capitoli del libro:

IL FOLLE DELLE MIDLANDS — Gli anni formativi di John Osbourne a Birmingham
INFLUENZE MUSICALI — Come il rock'n'roll ha ammansito la belva feroce
SABBATH LIVES! — Le origini di un supergruppo
SABBATH: LA MUSICA — Ozzy e il periodo d'oro dei Black Sabbath
I SABBATH E OZZY — Critica e autocritica
FUORI DALL'OSCURITA... — Le strade si dividono
VOLARE IN SOLITARIA — Gli anni della carriera solista, dal 1981 in avanti
OZZY: LA MUSICA — Ozzy e la produzione musicale post-Sabbath
SUICIDIO E CENSURA — OZZY, l'America e i moralisti
ISTINTO ANIMALE — Pipistrelli, colombe e l'Alamo

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Choosing Death su sodapop.it

Lentamente anche da noi le case editrici vanno colmando le lacune in materia di musica estrema, o comunque non legata al rock mainstream, dando alle stampe testi che già all'estero hanno ricevuto giustamente attenzione. Fra tutte emerge la neonata Tsunami che rende disponibile Choosing Death, scritto dal direttore di Decibel Magazine Albert Mudrian; di cosa tratti lo spiega piuttosto bene il sottotitolo: L'Improbabile Storia Del Death Metal E Del Grindcore. Costruito a mo' d'inchiesta, montando frammenti di interviste sia d'epoca che realizzate di recente a musicisti, discografici e produttori, il libro affronta prima le varie scene (la Gran Bretagna, le due coste degli USA, la Florida, la Scandinavia e l'Europa continentale) dedicando a ciascuna un capitolo, poi, sempre attraverso le parole dei protagonisti, segue l'evolversi della situazione, dall'esplosione del grindcore nelle classifiche inglesi, allo sbarco della Earache in America, fino alla crisi del genere, alla nascita della Relapse e al death metal odierno.

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Choosing Death su metalitalia.com

Come sono nati il death metal ed il grindcore? Impossibile dare una risposta precisa, ma il qui presente "Choosing Death" rappresenta forse uno dei documenti più attendibili sulla nascita di due dei generi più violenti partoriti dalla scena metal nella seconda metà degli anni ottanta. Albert Mudrian, autore di questo libro ed editor dell'autorevole Decibel Magazine, ha raccolto una serie impressionante di testimonianze e di interviste di coloro che dal nulla o quasi hanno dato vita al metal della morte. A differenza dell'altrettanto famoso - ED IRRINUNCIABILE - "Swedish Death Metal" di Daniel Ekeroth, "Choosing Death" descrive la nascita di questo nuovo fenomeno musicale ponendo l'attenzione sulle scena inglese, patria del grindcore e sulla nascita del death metal negli Stati Uniti ed in Svezia. Meriden, piccola cittadina fuori dal centro urbano di Birmingham non dirà molto ai più ma nel lontano 1981 è stata protagonista della nascita dei seminali Napalm Death ad opera dell'ex-batterista Nick Bullen: un ragazzo come tanti altri, amante dell'estremismo sonoro di formazioni d'oltremanica come Discharge e Crass e quella irrefrenabile voglia di suonare il più veloce possibile.

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I 100 Chitarristi Metal su Rock Hard

Una guida al mondo della sei corde puramente metal; che tra panoramica e contenuti si rivela dettagliata, anche se molto discutibile nella graduatoria. Da Euronymous a Dave Mustaine, passando per Tony Iommi, Kerry King, Adrian Smith & Dave Murray, Dimebag Darrell, KK Downing, Kai Hansen, Hammet & Hetfield, i fratelli Schenker, James Root e Ihsahn, non è un semplice elenco ma neanche un trattato specialistico per soli chitarristi o addetti ai lavori. Si rivela una lettura interessante per allargare conoscenze e orizzonti dei propri ascolti e/o punti di riferimento. Ci sono eroi, leggende, virtuosi ma anche axemen del sottobosco più cult, per rendere omaggio e giustizia ad ogni sfaccettatura del variegato universo metal, di cui la chitarra, tra suoni e forme, è da sempre la vera spina dorsale. Lo scopo dell'autore (stimato critico inglese) è quello di fornire un ritratto fedele di ogni musicista citato, tra caratteristiche principali, punti di forza e stile. Clamorosamente però mancano Van Halen, Malmsteen, Vai, Satriani, Rhoads e altri perchè considerati rock e non specificamente metal, come spiegato nell'introduzione e ribadito in un'appendice. Angus Young addirittura non viene nemmeno menzionato. Di certo anche questa scelta sarà motivo di accese discussioni, ma i libri come questo sembra quasi che li facciano apposta per suscitare dibattiti e polemiche.

Barbara Caserta
(Rock Hard gennaio 2010)

 

Brian Jones su Rock Sound

Brian Jones è morto davvero per una fatalità, o è stato assassinato? Come si è giunti a qul fatidico 3 luglio 1969? Questi i quesiti principali posti da questo bel volume edito da Tsunami Edizioni e curato da Andrea Valentini, personaggio che da anni scrive, suona e produce ciò che più ama, la musica. “3.7.69 Brian Jones – Morte di un Rolling Stone” è un documentario che cerca di ricostruire quanto successo in quella tragica serata, dove il noto musicista fu ritrovato sul fondo della sua piscina di Cotchford Farm. Un personaggio che in quel periodo stava vivendo la classica fase calante, fatta di problemi con l’alcol e l’uso di stupefacenti. Un viaggio a ritroso senza alcuna ipotesi traballante, lo scrittore ha infatti basato l’intero lavoro su reperti ufficiali come verbali, registrazioni audio e interviste d’epoca. Un volume dedicato a un personaggio entrato di diritto nei grandi della musica contemporanea.

Stefano Gilardino
(Rock Sound dicembre 2009)

   

Choosing Death su Rock Hard

Potremmo dire che tutto è partito con Reign In Blood degli Slayer. Quello è stato il punto ultimo di ciò che si può chiamare musica. Quando si credeva che il metal non potesse andare oltre invece sono nati il death metal ed il grindcore. Attitudine nichilistica, testi di morte e distruzione, voce come un rantolo, il growl, tempi velocissimi oppure lenti e catacombali, ecco la frontiera ultima del metal. Stava per nascere la stagione del metal estremo, quello dell'annientazione della struttura, della polverizzazione della melodia e del radicalismo marcio e politicizzato dell'hardcore. L'autore ricostruisce una cronologia del fenomeno con racconti e particolari citati dai protagonisti con particolare attenzione alla scena della Florida, a quella svedese ed a quella inglese, le più vitali del movimento. Per chi pensa che il death metal o il grindcore siano solo del rumore, questa è l'occasione per capire un movimento importante della musica dura, forse il più coraggioso, disperato e innovativo che c'è stato negli ultimi vent'anni. Per creare bisogna prima distruggere. E quelle band l'hanno fatto, riff dopo riff.

Stefano Cerati
(Rock Hard dicembre 2009)

 

Black Sabbath su Rock hard

La bibliografia inglese è piena di libri sui Black Sabbath, giustamente, perchè sono uno dei gruppi più importanti del rock, rock non heavy metal, degli ultimi 40 anni. In Italia invece nulla, almeno fino ad ora. Questa lacuna viene colmata con un libro che racconta la storia da ancora prima che la band si chiamasse in quel modo, con molti aneddoti e particolari nascosti. E la carriera dei Nostri è una vera odissea con le pazzie di Ozzy, i drammi interni, i litigi, i problemi manageriali, l'apoteosi degli anni '70, la droga e la devastazione, la nuova fase con RJ Dio degli anni '80, gli esperimenti con Gillan e Tony Martin, i tentativi di modernizzazione e poi infine la reunion con Ozzy e la gloria immortale. I Black Sabbath non sono solo Ozzy, anche se lui è il personaggio centrale del racconto. Unica pecca è indulgere troppo sulla sua vita extramusicale, sui figli, la moglie e gli Osbournes. Ai fini dei Black Sabbath quella è roba inutile che si poteva evitare. Lettura consigliata comunque, soprattutto le prime duecento pagine.

Stefano Cerati
(Rock Hard dicembre 2009)

   

Pino Scotto su Rock Hard

"Pino Scotto è stato per il rock quello che il meteorite è stato per i dinosauri". Questa pillola di saggezza di Beppe Grillo riassume in maniera efficace quello che il nostro Pino nazionale rappresenta tuttoggi. Giuseppe Scotto Di Carlo, sin dal giorno del suo primo vagito, l'11 ottobre 1949, è il cantante heavy metal italiano per eccellenza, pioniere del metal made in Italy con gli indimenticati Vanadium prima ancora che esistesse nel nostrano sottobosco una vera e propria scena. Pino ha appena tagliato il traguardo dei 60 anni e la sua carica bastarda non si è scalfita di un solo grammo. Il regalo più bello, che gli rende il giusto onore e il meritato rispetto, è proprio questo libro sulla carriera, una biografia che già dal titolo di certo non le manda a dire. In queste 140 pagine Pino si racconta in un'intervista fiume a cuore aperto e, come sempre, senza peli sulla lingua, snocciolando una serie di aneddoti rock che vi faranno scolare questo libro tutto d'un fiato, proprio come farebbe il nostro Pino con una bottoglia di buon vecchio Jack. Non mancano le foto, una discografia completa e una sezione "dicono di lui" con interessanti ed emozionanti commenti da parte di colleghi e collaboratori illustri. Da avere, nonchè ottima idea regalo per un fottuto Natale a tutto rock.

Barbara Caserta
(Rock Hard dicembre 2009)

 

Cliff Burton su Rock Hard

Non è facile scrivere un libro su Cliff Burton. Il bassista dei Metallica era l'antipersonaggio per eccellenza. Non gli piaceva fare la rockstar e tutta la sua foga la riversava sul palco. Lui era il musicista puro, lo studioso di tecnica, quello che ha fatto fare il salto di qualità agli altri tre. Era uno spirito naif, quasi fuori contesto in un gruppo di ventenni dediti all'alcol ed al casino sfrenato. Purtroppo poche sono le intrviste concesse durante la sua carriera ed il ritratto che ne esce dal libro è offerto soprattutto da chi lo conosceva bene: amici, compagni della band, genitori e fidanzata. Il libro analizza anche in dettaglio la sua formazione musicale e perchè il suo contributo è stato fondamentale per la crescita e l'affermazione dei Metallica negli anni '80. Di lui si è sempre saputo poco perchè non era uno che amava la luce dei riflettori e fare da protagonista. Questo libro aiuta, almeno in parte, a squarciare un velo sulla sua personalità ed a rendere giustizia al suo talento.

Stefano Cerati
(Rock Hard dicembre 2009)

   

Brian Jones su Epolis Torino

Come morì Brian Jones: fu ucciso o annegò? Il mistero sulla scomparsa il 3 luglio del 1969 di quello che oramai era un ex dei Rolling Stones è ancora fitto, tanto che la polizia inglese ci sta ancora lavorando a 40 anni di distanza. Ha provato a mettere ordine in questa intricata vicenda Andrea Valentini, 39enne giornalista appassionato di musica, nel suo “Brian Jones, morte di un Rolling Stones” edito da Tsunami edizioni che domani sera alle 22 sarà presentato da Giau in strada
Castello di Mirafiori 346.
Ripercorrendo la vicenda, Valentini oltre a raccontare i primordi dell'epopea degli Stones, esplora anche la swinging London, libertina ma anche capace di mettere alla gogna il 27enne Jones per comportamenti che oggi anche l'ultima velina considera normali. Altri tempi anche per quanto riguarda le indagini, nulla a che fare con C.s.i. o anche solo i nostrani Ris.
Insomma un mistero di cui vale ancora la pena parlare. J.P.

J.P.
(E Polis Torino - 4 dicembre 2009)

 

"Fottetevi tutti!" @ rockrebelmagazine.com

Chi è Pino Scotto? La domanda potrebbe sembrare banale, ma non è di semplice risposta in quanto questo personaggio rappresenta, a suo modo, un percorso umano e professionale che non è possibile codificare e soprattutto emulare. La risposta è che spesso non c’è risposta, o meglio, tutto dipende dalla situazione peculiare che si va analizzando. "Fottetevi Tutti! La Vita e il Rock di Pino Scotto", è il libro che, con le sue 144 pagine (tante belle foto) testimonia la vita reale di un artista, di un uomo che ama il rock al 100%.

Cristiano Canali, l’autore di questo libro-intervista riesce nell'impresa di sublimare in maniera impeccabile e creativa a raccogliere e a ripercorrere attraverso una lunga intervista la vita di Pino.

Leggi tutto: "Fottetevi tutti!" @ rockrebelmagazine.com

   

To Live is To Die su Rock Star

"Una delle frasi celebri di Cliff era: 'Faccio un po' come cazzo mi pare'. Tutto sommato riassumeva perfettamente il personaggio", scrive Kirk Hammett nella prefazione a "Cliff Burton - To Live Is To Die" di Joel McIver, il libro che più di ogni altro fa capire chi erano e chi sono i Metallica.

Si perchè i Metallica partono proprio dalla "base melodica su cui si creava la magia", come notò Alex Skolnick dei Testament, di chi col suo strumento faceva quel cazzo che gli pareva, per diventare la più grande thrash metal band di sempre.

In questo volume ci sono l'indipendenza, la "vita e (la) morte del bassista dei Metallica" raccontate dalla "famiglia Metallica" che ricordando la storia del suo più geniale membro racconta se stessa. In pagine indimenticabili come il loro protagonista.

Sergio Gilles Lacavalla
(Rock Star nov/dic. 2009)

 

Pino Scotto su metalitalia.com

"Stamattina sono andato a fare un prelievo del sangue, spero che in quella boccetta ce ne sia un po' e che non ci sia solo Jack Daniel's!"

"Di' a quella merda di tuo padre che io ci andrei al Grande Fratello, ma con un lanciafiamme, per bruciarli vivi tutti quanti!".

Chi non conosce Pino nazionale e i suoi simpatici aforismi che infarciscono "Database", il programma da lui condotto su RockTV? E' indiscutibile che negli ultimi anni Pino sia salito alla ribalta con la propria trasmissione e con i suoi numerosi impegni divisi tra gli ormai defunti Fire Trails e il suo nuovo progetto Pino Scotto Experience.
Dopo la pubblicazione della propria biografia, avvenuta in contemporanea con la stampa di "Datevi fuoco - Lo Scotto Da Pagare", eccoci qui di nuovo a parlare di lui e di questo "Fottetevi Tutti!", nuovo episodio cartaceo che ripercorre passato presente e futuro dell'ex-Vanadium. L'autore, Cristiano Canali, penna del magazine Flash!, si mette in gioco in questo suo primo libro intrattenendosi in una lunga conversazione con Pino. Presente anche una prefazione di Marco Garavelli, conduttore radiofonico della storiche - e purtroppo defunte - Radio Peter Flowers e ROCK.FM.
   

Cliff Burton su Rock Sound

Ogni fan dei Metallica porta nel cuore Cliff Burton, bassista deceduto a soli 24 anni nelle prime ore del mattino il 27 settembre 1986 su una strada di montagna ghiacciata in Svezia.
A ricordarcelo ci pensa Joel McIver, giornalista e critico musicale che ha avuto la fortuna di conoscere ed apprezzare questo musicista sia dal punto di vista umano che professionale. il libro è una sorta di biografia a cuore aperto, dove aneddoti ricalcano alla perfezione un personaggio unico come Cliff.
Ad aprire il libro ci pensa Kirk Hammett, la cui prefazione evidenzia la difficoltà del gruppo di Frisco nel togliersi di dosso l'ingombrante ombra di una morte nonostante una carriera stellare. E la frase "non riesco a capire perchè se ne sia andato lui e non uno di noi" è alquanto significativa.
Da menzionare infine anche la bella galleria fotografica presente, composta da foto inedite e altre storiche che fanno il quadro generale di questo personaggio.
Un acquisto doveroso per ogni fan dei Metallica.

Eros Pasi
(Rock Sound novembre 2009)

 

Pino Scotto su Rock Sound

Grazie alla sua lingua tagliente e una sincerità encomiabile, Pino Scotto è riuscito a tornare in auge nonostante il declino artistico vissuto dopo lo scioglimento dei suoi Vanadium.

Seppure l'inesorabile passare degli anni, l'artista pare non volerne sapere di andare in pensione, suonando di tanto in tanto con la sua nuova band, e facendo il presentatore televisivo per un'emittente musicale. Vista la facilità con la quale si esprime e il successo mediatico riscosso di questi tempi, ecco che un libro su di lui suona come passo obbligato.

A offrircelo è Tsunami Edizioni che per l'occasione ha optato per un'intervista a opera di Cristiano Canali, redattore che da anni troviamo su diversi magazine musicali e che qui passa in rassegna la carriera di Pino.

Curiosità e frecciatine in queste pagine si sprecano, lasciando a chi legge la sensazione di trovarsi di fronte a un personaggio vero come pochi.

Eros Pasi
(Rock Sound novembre 2009)

   

Cliff Burton @ gufetto.it

I Metallica si sono ritrovati dall’inizio della loro carriera a fare i conti con il destino. Scritto nell’incontro tra Ulrich e Hetfield in quell’ottobre del 1991, sottoscritto con il primo album “ufficiale” KILL ‘EM ALL e siglato con il recente DEATH MAGNETIC. Un destino che li ha incoraggiati, fatti volare alto e poi li ha duramente colpiti per due volte, in due modi totalmente diversi, ma sempre nel regno delle quattro corde. Ed ecco gli interrogativi.

Ma come sarebbe stato il destino della thrash band californiana se ci fosse ancora Cliff Burton? Come sarebbero ora? Sarebbero?

In questa splendida biografia di Joel McIver, con la prefazione di Kirk Hammett, sono queste le domande che sembrano accompagnare il lettore, almeno all’inizio. Si sente la curva della storia che si raddrizza in una nuova direzione e ci si sente “persi”, come davanti ad un’eventualità che non si è mai voluta prendere davvero in considerazione, ma poi, andando avanti con la lettura, si passa al ricordo e subito dopo all’incontro.

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"Fottetevi tutti!" @ truemetal.it

Fottetevi Tutti! La Vita e il Rock di Pino Scotto può essere a tutti gli effetti considerato come la testimonianza spirituale di un artista effervescente e mai domo come Giuseppe Scotto Di Carlo, detto più semplicemente Pino che, al di là di certe facili e macabre conclusioni è arrivato alla non poi così scontata soglia dei sessant’anni lo scorso 11 ottobre, visto la vita perennemente border line condotta dal Nostro. Dopo la prefazione curata dal Dj HM per antonomasia, ossia Marco Garavelli e l’introduzione/spiegazione da parte dello stesso autore, il libro si sviluppa attraverso una lunga intervista, che mette a nudo buona parte del protagonista, con qualche succoso inedito frammisto a notizie per lo più già note, peraltro facilmente rintracciabili all’interno delle molteplici dichiarazioni effettuate da quello che era il leader dei Vanadium – finché sono durati - in più di quarant’anni di milizia.

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Intervista a Joel McIver

Joel McIver non si ferma davanti a niente. Da anni è uno degli autori più preparati e instancabili del giornalismo musicale, e non ha mai esitato di fronte a nessuna sfida. Ha scritto un libro dopo l'altro, sempre al servizio del lettore, analizzando ogni volta, con incessante impegno nella documentazione, sia la personalità che la produzione artistica dei suoi soggetti. Ha affrontato impegni difficili, come la biografia definitiva del gruppo che gli ha cambiato la vita, i Metallica (Justice For All – La verità sui Metallica, pubblicato nel 2004 da Arcana), o le storie di personaggi distanti dal suo mondo di chitarre rombanti, quali Ice Cube o Erykah Badu. Non si è di certo spaventato di fronte a una nuova idea pericolosa, fatta apposta per far discutere i metallari e gli appassionati di chitarra di tutto il mondo: un volume, strutturato come una classifica, intitolato I 100 più grandi chitarristi metal.

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